O banda passante (ingl., bandwidth). Per i segnali analogici come le onde radio e le onde sonore, è l'intervallo di frequenze disponibili per la trasmissione di un segnale su un mezzo trasmissivo. Tale intervallo è denominato anche campo o banda. La larghezza di banda viene misurata in Hz (Hertz), e calcolata sottraendo la frequenza limite inferiore da quella superiore. Ad esempio, nella comunicazione telefonica la larghezza di banda è di 3100 Hz (3400 Hz - 300 Hz, cfr. img. FAQ - Acustica e telefonia), mentre per le trasmissioni televisive è di 6 MHz. Per i segnali digitali, la larghezza di banda viene generalmente misurata in bps, trasmessi attraverso un canale, ma ad ogni Hz non corrisponde necessariamente un bit (un bit può essere rappresentato da una parte di ciclo, da un ciclo intero o da più cicli, a seconda della codifica utilizzata). Anche la cadenza dei dati (ingl., data rate) si misura in bit per secondo. Questa capacità, che specifica la massima quantità di informazione trasmessa nell'unità di tempo, va distinta dalla larghezza di banda del mezzo che ne segna il limite (vd. Teorema di Nyquist). Un secondo limite alla cadenza dei dati è dovuto alla lunghezza del mezzo trasmissivo, fattore determinante non solo per la distorsione che il segnale può subire dall'esterno lungo il canale, ma anche per il fenomeno di attenuazione lungo il percorso. Per il Teorema di Shannon la larghezza di banda di un canale affetto da rumore (realistico) stabilisce la cadenza dei dati trasmessi. Cfr. Diafonia. È necessario considerare inoltre che l'informazione trasmessa tra i nodi di una rete è lorda, ossia comprensiva delle informazioni aggiuntive di controllo, stabilite dai vari protocolli di trasmissione (cfr. ISO/OSI, TCP/IP). Le necessarie intestazioni previste dai protocolli, riducono l'effettiva cadenza dei dati ricevuti al Livello Applicazione. Cfr. Pacchetto, Overhead, Payload. Nota: il problema del degrado del segnale può essere risolto utilizzando ripetitori (vd. Hub).
|